Merenda sinoira: quando il cibo è tradizione ed è storia - itVercelli

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CIBO TRADIZIONI

Merenda sinoira: quando il cibo è tradizione ed è storia

Merenda Sinoira

La merenda sinoira è tradizione ed è storia. La storia dei nostri nonni e bisnonni, di quando lavoravano nei campi, sotto il sole, instancabilmente. È la storia del Piemonte: il cibo è anche narrazione e cultura. E questa parla di tempi che non ci sono più, di modi di vivere che sono ormai mutati, di duro lavoro e di dinamiche familiari che, a molti, ormai appaiono remote.

Salumi E Formaggi

Le abitudini sono cambiate, i termini si sono mescolati. Sono nati gli aperitivi prima e gli apericena poi, ma il piemontese ricorda bene cosa fosse la merenda sinoira, tanto che ora è tornata in auge. Epoca di revival, come per il vitello tonnato: si ha voglia di ristabilire un contatto con le nostre radici e conoscere meglio la nostra storia.

La merenda sinoira porta con sé il profumo dei campi

Nacque nel Piemonte rurale, quello fatto di campi, vigne, colline e pianure. Grano, riso, uva, animali da stalla e da cortile. Giornate scandite dal lavoro che faceva venire i calli alle mani e dolere la schiena. La merenda sinoira spezzava per qualche istante di ristoro la giornata lavorativa delle famiglie. Parliamo dei mesi primaverili ed estivi, quando le giornate sono più lunghe e alle 17/18 c’è ancora il sole, quindi c’è ancora lavoro. “Sinoira” vuol dire infatti “verso ora di cena”. Un ristoro dalle fatiche per dare l’energia necessaria per continuare a lavorare fino a che il sole non tramontava. Non un semplice aperitivo, tantomeno un apericena. La merenda o marenda sinoira è un valore culturale e storico tipico della regione. Il dizionario piemontese-italiano Sant’Albino (1859) definisce la merenda sinoira come “il mangiare tra il desinare e la cena”.

Acciughe al verde merenda sinoira
Acciughe al verde

Fa pensare ad un pasteggiare in modo frugale, in realtà la consistenza degli alimenti dava l’energia per portare a termine la giornata lavorativa. Non si trattava di portate elaborate o gourmet. Erano cose molto semplici, territoriali (il cosiddetto chilometro zero) e stagionali. Immancabili erano salumi e formaggi, tipicamente locali. Si poteva trovare un classico salame artigianale, pancetta, lardo, Raschera, Bra, Castelmagno, una delle tante tome, ma anche i tomini conditi con olio, sale e pepe e con il bagnetto verde.

Friciulin e salsina
Friciulin

Le tipicità che si potevano gustare durante questo pasto non si fermano qui: non era raro infatti trovare, nel cestino o fassolet (fazzoletto) anche le acciughe al verde, insalate miste con uova sode, tonno e gallina bollita. Infatti le verdure erano sicure: sane e a basso costo, visto che venivano coltivate nei propri campi o orti. Così si potevano mangiare peperoni con acciughe o salsa verde, friciulin di erbette selvatiche e giardiniera piemontese. Come immancabile era anche la frutta, anch’essa di stagione.

Si pensava ai bambini, ma anche a placare la sete con un buon vino

Ricordiamoci che stiamo parlando di tempi che vengono collocati nel 1800 e fino al Secondo dopoguerra. I bambini aiutavano nei lavori, portavano gli animali al pascolo anche prima di andare a scuola e nelle tasche avevano una piccola merenda. La merenda sinoira, insieme ai genitori e alle altre famiglie, era anche per loro. Frutta di stagione, biscotti, salame del Papa (il salame di cioccolato), le pesche ripiene (persi pien), il bunet e il pan perdu.

Salame Di Cioccolato merenda sinoira
Salame di cioccolato

Una golosità per i bambini: si tratta di una fetta di pane raffermo ammorbidita nel latte, che viene passata nell’uovo sbattuto, rosolata nel burro e spolverata di zucchero. Durante la merenda sinoira non si rinunciava ad un buon bicchiere di rosso da gustare in compagnia. Uno di quei vini che sta bene per un pasto all’aperto, in estate, con tutte queste pietanze accompagnate da pane casereccio e tante chiacchiere. Un Dolcetto, un Nebbiolo o un Barbera.

E oggi?

Dal Secondo dopoguerra a oggi, le cose sono ovviamente cambiate. La merenda sinoira divenne qualcosa di ricercato anche dai “cittadini” che, durante l’estate, si spingevano in campagna per godere di questa tradizione.

Aperitivo

Ciò ha portato anche una nuova varietà di cibi da offrire, più ricchi e più elaborati. Via via però le abitudini cambiarono e il concetto di merenda sinoira si perse, sostituita dall’odierno aperitivo e apericena. Negli ultimi anni però c’è un interesse sempre più crescente per le tradizioni del passato e non è raro trovare locali che la propongono nei loro menù.

Merenda sinoira: quando il cibo è tradizione ed è storia ultima modifica: 2021-04-06T08:10:59+02:00 da Stefania Filice

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