MITI E LEGGENDE

La frazione di Saletta: l’occulto nella provincia di Vercelli

Saletta

La frazione di Saletta fa parte del comune di Costanzana, in provincia di Vercelli. Da quasi quarant’anni è disabitata a causa dell’isolamento della stessa che si trova circondata dalle risaie tra Trino e Vercelli. Alla frazione di Saletta si recano solo gli agricoltori che lavorano nei campi lì vicino, per lasciare i mezzi. Fino a qui può sembrare un luogo rurale banale, abbandonato come tanti dal progresso e dai tempi che cambiano. Non è proprio così. Composta da un vecchio castello, alcune cascine, una chiesa con un piccolo cimitero e un tempietto dalla pianta circolare, la frazione di Saletta solletica da anni gli appassionati di misteri, poiché in sé ne custodisce più di uno.

La storia della frazione di Saletta

La frazione di Saletta ha origini molto antiche. Il suo nome compare in un atto datato 1148 e in un diploma di Federico Barbarossa del 1152. Dopo essere entrato nell’ordine degli Umiliati, Ranieri di Saletta, verso la fine del XIII secolo, donò i suoi possedimenti di Saletta al monastero di S. Martino di Lagatesco. Quest’ultimo vendette poi questi beni all’abbazia di S. Andrea per 625 lire imperiali. Anche il fratello di Ranieri, Martino di Saletta, dopo aver preso i voti divenendo vittorino nell’abbazia di S. Andrea, donò i suoi possedimenti alla stessa nel 1273. Grazie all’investitura di Papa Sisto IV, avvenuta nel 1481, del feudo di Saletta, passò al Marchese di Monferrato. Sarà poi Ferdinando, duca di Mantova e di Monferrato a cedere il feudo alla famiglia Ponzone di Milano, dalla quale fu alienato al marchese Giovanni Francesco Mossi nel 1625. La famiglia si estinse nel 1829 e le terre passarono per legittima successione alla famiglia Pallavicino. Ora terreni e fabbricati sono passati alla famiglia di Filippo Manfredi San Martino d’Agliè di San Germano.

Da dove viene il nome della frazione di Saletta?

Il nome Saletta ha chiare origini longobarde. Come altri toponimi simili aventi la stessa desinenza quali Sali, Salasco, Saliceto, Saluggia e Salera. Con il termine Sala si indicava il luogo più importante della curtis, ovvero la residenza dei membri più importanti della fara.

La chiesa della frazione di Saletta

La chiesa della frazione di Saletta è dedicata a San Bartolomeo. Viene menzionata per la prima volta in una carta del 1280. Dall’aspetto imponente, regala un’architettura interessante. Richiama molto il periodo classico. Colonne e frontone saltano subito all’occhio. Su quest’ultimo, per tutte la sua lunghezza, infatti, appaiono scolpiti i teschi rabbiosi di alcuni bovini. Per impedire atti vandalici, l’ingresso della chiesa è stato recentemente murato, rendendo impossibile le visite all’interno. Sulla destra dell’edifico, ormai sconsacrato, vi è un piccolo cimitero che ospita ancora parecchie tombe di abitanti del luogo. Anche il cimitero, un tempo visitabile, è stato chiuso con una pesante catena per evitare ulteriori profanazioni. Negli anni i parenti dei defunti hanno spostato le salme, ma alcune, se si sono salvate dagli atti di vandalismo, riposano ancora lì.

Il frontone della chiesa di Saletta

Il frontone della chiesa di Saletta

Il tempio della frazione di Saletta

Come già accennato, nella frazione di Saletta c’è anche una costruzione conosciuta da tutti come tempio. In realtà è un tabernacolo dedicato a San Sebastiano. Rispetto al resto della frazione, il tempietto appare inspiegabilmente decentrato, a 500 metri dal resto, ed è l’unica costruzione di Saletta difficilmente visitabile durante il periodo estivo. Nascosto in un fitto boschetto, percorribile soltanto quando la flora locale diventa rada a causa del freddo dei mesi invernali. A pianta circolare, il tempietto era magistralmente decorato in tutta la sua circonferenza, di ordine dorico. Frutto di un’architettura neoclassica tanto voluta dall’abate Agostino Vitoli costruito nella seconda metà del XVIII secolo e dedicato a S. Sebastiano, simbolicamente colui che risorge da morte quasi certa. Fu fatto costruire dalla famiglia Mossi come voto di riparazione ad un duplice suicidio e fu costruito probabilmente sulle ceneri di un tempio paleo-cristiano. Vero o meno, la storia del suicidio potrebbe spiegare il mistero sulla strana posizione del tempietto.

Il tempio della frazione di Saletta

Il tempio della frazione di Saletta

Satanisti e la frazione di Saletta

I luoghi sconsacrati e abbandonati solleticano la mente di chi crede nella presenza eterna degli adoratori di Satana. La frazione di Saletta possiede ben tre luoghi sacri: chiesa, cimitero e tempietto. A metà degli anni ‘80 erano state numerose le segnalazioni arrivate a carabinieri e polizia, soprattutto in certi periodi dell’anno. Qualcuno aveva anche raccontato di vere e proprie processioni animate da strane figure vestite di nero e incappucciate. In alcuni casi sono rimaste prove come pentagoni o croci girate al contrario disegnate sui muri del tempietto o in alcuni punti della campagna circostante, così come gatti o galline uccisi da colpi di arma da taglio. In un articolo apparso l’8 dicembre 1991 su La Stampa, alcuni ragazzi riferirono di aver visto, durante una gita notturna alla frazione di Saletta, una forte luce in chiesa e alcune scritte inneggianti al demonio. Ad esempio, nell’ottobre 2013, un gruppo di persone, dopo aver letteralmente smurato il cancello d’ingresso del vecchio cimitero della frazione di Saletta si sono introdotte all’interno, hanno spaccato due lapidi, hanno scavato per scoprire le vecchie tombe che sono anche state aperte.

I fantasmi della frazione di Saletta

Per non farsi mancare niente, la frazione di Saletta ha anche i suoi fantasmi. Ci sarebbe quello di una giovane innamorata morta suicida, nipote del Marchese Pallavicini Mossi, colui che eredito il feudo nel 1625, secondo i documenti. La leggenda narra che il suicidio avvenne nei boschi dietro la chiesa e che Mossi avrebbe fatto erigere il tempietto proprio nel luogo del fatto. Si parla poi del fantasma di un bambino trovato impalato nei pressi del cimitero, quello di una bambina che si ammalò e morì dopo aver visitato la frazione di Saletta. Addirittura si parla di un Poltergeist che infestò la casa di alcuni contadini della zona. Si sente raccontare dai contadini che abitano nei paesi limitrofi alla frazione di Saletta che d’inverno, raramente in estate, nei campi a ridosso del tempietto, si vede comparire la figura nebulosa ed indefinita, avvolta in una luce bianca, di una donna che cammina pochi centimetri dal suolo per poi, improvvisamente, scomparire.

Il fantasma di un'innamorata morta suicida tra i misteri di Saletta

Il fantasma di un’innamorata morta suicida tra i misteri di Saletta

I giganti della frazione di Saletta

Satanisti e fantasmi di donne e bambini scomparse di morte violenta. Potrebbe essere tutto, ma così non è. La frazione di Saletta ha anche i suoi giganti. Una delle poche leggende citata in documenti ufficiali, è quella del ritrovamento di alcune ossa appartenute a esseri giganti. Lo storico vercellese Giovan Battista Modena, canonico vissuto tra il XVI e il XVII secolo, si convinse dell’esistenza di giganti prediluviani nel territorio piemontese. Nel 1622 egli scrisse che a Saletta: «Si è ritrovato un corpo di gigante di altezza e grossezza indicibile che io stesso ho veduto, misurato». Il documento citato esiste, ma non vi sono prove del ritrovamento.

Un altro mistero: i giganti di Saletta

Un altro mistero: i giganti di Saletta

Cosa c’è sotto alla frazione di Saletta?

I misteri già ricchi della frazione di Saletta non finiscono qui. Una delle leggende più famose è quella dei cunicoli sotterranei che collegherebbero la frazione a Costanzana, circa 2 km. La partenza dei cunicoli si troverebbe nella stanzetta presente sotto il tempietto, ma visitandola nessuno ha mai trovato tracce di un qualche passaggio. Altre leggende parlano invece di un cunicolo che collegherebbe la frazione di Saletta a quella vicina di Torrione. Sfortunatamente non ci sono prove in merito a ciò.

Cosa succede davvero nella frazione di Saletta?

Satanisti, fantasmi, giganti, cunicoli segreti, architetture particolari. Misteri e indizi che fanno venire la pelle d’oca mentre la mente si immagina scenari e ipotesi, spinta dalla curiosità che la frazione di Saletta ispira in chi ne viene a contatto. Non sappiamo se davvero i suoi abitanti sono “scappati” terrorizzati, come affermava qualche giornale locale negli anni ’80. Le sue storie sono tutte tramandate oralmente, dai ragazzini in cerca di ardite prove di coraggio come dai vecchietti al bar che le raccontano ridacchiando e senza mai crederci davvero. Pochi documenti e ricerche, molta superstizione e sciacallaggio dell’occulto. Solo la frazione di Saletta sa la verità.

La frazione di Saletta: l’occulto nella provincia di Vercelli ultima modifica: 2018-11-14T10:01:24+02:00 da Deborah Villarboito

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