CHIESE STORIA

Basilica di Sant’Andrea: i suoi 800 anni di storia e i festeggiamenti

La basilica di Sant'Andrea, Vercelli.

La basilica di Sant'Andrea, Vercelli.

Nel 2019 uno dei simboli più importanti, conosciuti e belli di Vercelli festeggerà la veneranda età di 800 anni. Si tratta della basilica di Sant’Andrea, considerata come un capolavoro estetico e simbolico, ispirato ai modelli cistercensi. È situata a pochi passi dalla stazione, nel centro cittadino. Le sue colonne svettano e sono visibili da molti punti della città. Basta alzare lo sguardo verso il cielo per ritrovare quel familiare senso di casa che la sola vista della basilica di Sant’Andrea può regalare ai cittadini vercellesi.

Qualche cenno storico

La basilica di Sant’Andrea fu edificata tra il 1219 e il 1227 per volontà del cardinale Guala Bicchieri. Cardinale della Santa Romana Chiesa, nacque a Vercelli nel 1150 circa. Svolse, tra le altre cose, un ruolo politico importante negli ultimi anni di regno di Giovanni di Inghilterra e nei primi anni di reggenza di Guglielmo il maresciallo. Il 1219 è anche l’anno del suo ritorno in Italia. Grazie alla stima e alla gratitudine del re Enrico III, ottenne in ricompensa le rendite in perpetuo dell’abbazia di Saint Andrew a Chesterton, Cambridge. Con queste risorse finanziarie, convocò da Parigi alcuni canonici della congregazione di San Vittore. A loro affidò la titolarità dell’abbazia in fase di edificazione e dell’ospedale dei pellegrini. Si ipotizza che l’abate Tommaso Gallo e i canonici importarono, dalla Francia settentrionale, l’architettura gotica.

L'ingresso della Basilica di Sant'Andrea

Facciata della basilica di Sant’Andrea. Credits foto: Stefania Filice

Gli stili architettonici

Lo stile gotico, però, non è l’unico presente nella basilica. Durante la sua costruzione, infatti, si assiste alla fusione tra l’architettura romanica lombardo-emiliana e l’architettura gotica. Nella facciata si può osservare l’architettura tipica del nord-Italia: a vento, con due torri laterali e gallerie ad arcatelle. Mentre l’interno della chiesa è in stile gotico. Per questo motivo si ipotizza che gli architetti dietro al progetto della basilica siano più di uno. Sicuramente c’è la presenza dell’abate Tommaso Gallo per lo stile gotico francese, ma si parla anche dell’architetto Benedetto Antelami.

Stampa del 1865 della Basilica di Sant'Andrea

Basilica di Sant’Andrea, 1865. Credits foto: La Puntasecca Stampe Antiche

Nel corso degli anni, come tutti gli edifici, ha subito delle modifiche, ma non sostanziali da stravolgerne lo stile e l’architettura. Infatti, il complesso architettonico ha conservato, in ampia misura, il suo bellissimo aspetto originale. Sul lato destro della chiesa, in un punto isolato, sorge un terzo campanile che richiama lo stile dei due presenti sulla facciata. Inoltre, nel corso del XVI secolo i canonici regolari lateranensi, subentrati a quelli di San Vittore, rifecero il chiostro del monastero. Anch’esso conserva le colonnine originali disposte a gruppi di quattro e sono osservabili tutt’ora.

L’architettura della basilica di Sant’Andrea

Pianta della basilica di Sant'Andrea

Planimetria della basilica di Sant’Andrea

La pianta della basilica di Sant’Andrea è a croce latina. Le tre navate centrali sono formate da sei campate, mentre le due navate laterali hanno una lunghezza inferiore a quella centrale. La navata laterale destra è percorsa da contrafforti. Da questi salgono gli archi rampanti che si appoggiano alla navata centrale. Il transetto, che è a cinque campate, ha la stessa lunghezza e larghezza della navata centrale.

Dettaglio del tiburio della Basilica di Sant'Andrea

Tiburio della basilica di Sant’Andrea. Credits foto: Stefania Filice

Il tiburio è a base ottagonale. È sormontato da una torre campanaria, sempre a base ottagonale e termina in una cuspide piramidale in laterizio. L’abside è a pianta regolare, una caratteristica del gotico cistercense. All’esterno, si presenta fiancheggiata dalle sporgenze absidate di quattro cappelle che si aprono sui bracci del transetto.

Le torri della facciata della Basilica di Sant'Andrea

I campanili della basilica di Sant’Andrea. Credits foto: Stefania Filice

Un focus sulla facciata

La facciata è incorniciata da due campanili. Da un campanile all’altro possiamo vedere due ordini di loggette con colonnine e capitelli a crochet. Non solo attraversano la facciata della basilica, ma delimitano inferiormente il timpano. Al vertice di quest’ultimo è posta un’edicoletta. Sulla cuspide piramidale del campanile a sinistra è posto un gallo segna-tempo in ferro battuto e rame. È il simbolo della vigilanza. Su quella destra, invece, è posta la croce di Sant’Andrea.

Gli ingressi della Basilica di Sant'Andrea

Portali della basilica di Sant’Andrea. Credits foto: Stefania Filice

Alla basilica si accede attraverso tre portali di foggia romanica. Sono ornati da quattro ordini di colonnine e da archi di sfumature di colore diverso. Le tre lunette, sopra ai portali, sono caratterizzate da rilievi scultorei che raffigurano alcune scene della vita di Sant’Andrea. La lunetta di sinistra raffigura il cardinale Guala Bicchieri che offre la chiesa a Sant’Andrea in trono. La lunetta centrale mostra la scena del martirio di Sant’Andrea, indicata da una scritta a caratteri semigotici, incisa sull’architrave. Nella lunetta di destra si inscrive un mezzo rosone ad archetti tribolati su colonnine. Nello spazio delimitato dagli archetti, si aprono tre finestrelle quadribolate. Si tratta di una decorazione che viene collocata nel XV secolo e che non corrisponde all’originale.

Il chiostro

Veduta del chiostro della basilica di Sant'Andrea

Il chiostro della basilica di Sant’Andrea.

Di straordinaria bellezza e meritevole di una visita è il chiostro accanto alla basilica di Sant’Andrea. È stato voluto dal cardinale Guala Bicchieri per i monaci vittoriani. Ancora oggi si possono osservare e ammirare gli antichi locali. E vanno menzionati in particolar modo: l’aula capitolare e il chiostro costruito al centro del monastero. Il chiostro ha subito delle modifiche e quello che vediamo al giorno d’oggi è la versione ristrutturata nel XVI secolo. Si possono notare gli archi a tutto sesto, le volte a crociera sostenute dalle colonnine originali e i capitelli a crochet. Al centro del cortile c’è un pozzo davvero suggestivo. Non è un caso che il chiostro venga utilizzato anche come set fotografico. La sua bellezza è da immortalare.

Una leggenda sulla basilica di Sant’Andrea

Come molti luoghi di Vercelli, anche la basilica di Sant’Andrea ha una leggenda alle sue spalle. Questa leggenda dice che la basilica sia stata costruita su un lago sotterraneo. Sempre stando ad essa, si raggiunge la grotta, grande quanto l’edificio in superficie, attraverso una scalinata intagliata nella pietra. E proprio in questa grotta si troverebbe il lago. Questa leggenda nasce dalla possibilità che la basilica sia stata costruita su una falda acquifera.

Vercelli è pronta a festeggiare

Tutto è pronto per il compleanno del 19 febbraio, giorno in cui, nel lontanissimo 1219, è avvenuta la posa della prima pietra. Le celebrazioni sono varie e numerose. La prima da segnalare è l’emissione di uno speciale francobollo da parte di Poste Italiane, che sarà presentato proprio quel giorno. È la prima volta in assoluto che un’emissione filatelica riguarda in modo specifico la città. Sempre il 19 è prevista una messa solenne, celebrata dall’arcivescovo Marco Arnolfo. Nel periodo primaverile, ci saranno le esposizioni in ARCA di una delle quattro copie della Magna Charta, della copia della Mappa Mundi: la più grande mappa medievale conosciuta fino ad ora. E si potrà ammirare anche un quadro di Guala Bicchieri. Andando avanti con il calendario, a fine maggio sarà previsto un convegno internazionale con i più importanti studiosi del gotico in Europa.

Stefania Filice

Autore: Stefania Filice

Laureanda in lingue e letterature straniere moderne.
Appassionata di libri, scrittura, fotografia e videomaking.
Qualsiasi cosa abbia a che fare con la creazione di una storia, l’immaginario e la fantasia.

Basilica di Sant’Andrea: i suoi 800 anni di storia e i festeggiamenti ultima modifica: 2019-02-15T12:59:28+01:00 da Stefania Filice

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