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Giornate FAI nel vercellese: una passeggiata nel passato

Giornate Fai d'autunno

Da otto anni il FAI (Fondo Ambiente Italiano) realizza delle giornate, chiamate “Giornate FAI d’autunno” e “Giornate FAI di primavera”, e dei weekend con itinerari tematici ed aperture speciali. Questo permette agli interessanti e, anche a chi ha voglia di farsi una passeggiata diversa dal solito, di scoprire e visitare luoghi straordinari e anche insoliti.

Gruppo visitatori delle giornate FAI sul campanile di Lucedio
Visitatori accompagnati dalla guida FAI sul campanile di Lucedio. Foto: FAI giovani

Quest’autunno, Vercelli è stata una delle duecentosessanta città coinvolte. Il 12 e il 13 ottobre, i turisti, ma anche i cittadini, hanno potuto scegliere tra numerose tappe, sia in provincia che in città. Scopriamo insieme quali erano queste tappe d’interesse!

Museo del Teatro Civico, unica tappa cittadina delle Giornate FAI d’autunno

giornate Fai al Museo del Teatro Civico di Vercelli
Una delle sale del Museo del Teatro Civico. Foto: piemonteoggi.it

Partendo dalla tappa cittadina, l’appuntamento era in via Monte di Pietà 15, per la giornata di domenica 13 ottobre. Qui si poteva visitare il Museo del Teatro Civico: uno spazio culturale inaugurato nel 2014, formato da tre sale. In quest’ambiente sono raccontate e celebrate le vite di tre illustri professionisti che hanno caratterizzato la nostra città. Parliamo infatti di tre artisti che hanno contribuito a espandere la cultura teatrale vercellese.

Pilar Sampietro, nota artista di Vercelli
Pilar Sampietro, ballerina e fondatrice dell’Accademia di Vercelli, scomparsa nel 2015. Foto: Radio City

Questi artisti sono: Pilar Sampietro, ballerina di origine spagnola che ha fondato nel 1979 l’Accademia di Danza “Città di Vercelli”. Cesare Bardelli, baritono e vercellese d’adozione dalla fine degli anni Settanta. Joseph Robbone, compositore vercellese e fondatore del Concorso Internazionale di Musica e Danza Giovan Battista Viotti. I visitatori hanno potuto ammirare i loro costumi di scena, i libretti, le fotografie, i manifesti d’epoca e gli spartiti. Ricordi preziosi per rivivere la vita di questi tre indimenticabili artisti.

La misteriosa e affascinante Lucedio

Ci si sposta in provincia, tra le risaie che stanno vivendo il taglio del riso e che hanno reso il principato di Lucedio incredibilmente importante, grazie all’intervento dei monaci cistercensi. Domenica 13 ottobre l’abbazia ha aperto le sue porte ai curiosi e affascinati che hanno potuto dedicare la loro attenzione al campanile, il cui restauro è terminato giusto due anni fa.

visita al principato di Lucedio vicino vercelli
In attesa di visitare il principato di Lucedio. Foto: Pasquale Martino

I visitatori sono potuti salire sul campanile e godere, così, di una vista mozzafiato. Da trentasei metri di altezza, hanno potuto estendere il loro sguardo sulle risaie adiacenti: uno scenario che, durante il taglio del riso, offre nuovi e particolari panorami.

Chiesa di Ognissanti, Trino Vercellese

Lasciando Lucedio e spostandosi verso il centro di Trino, la seconda tappa della provincia vercellese ha visto protagonista la Chiesa di Ognissanti, in via Lanza 18. Qui, i visitatori, hanno potuto godere delle bellezze della chiesa trinese, iniziando dalla facciata ottocentesca e dal portale d’ingresso ligneo del XVIII secolo. All’interno, costituito da un’aula unica, i visitatori hanno trovato l’altare in marmo policromo, dedicato a San Camillo de Lellis, patrono e protettore dell’Arciconfraternita di orazione e morte. La chiesa di Ognissanti ne è, infatti, la sede.

Palazzo Paleologo, il “Castello” di Trino

La tappa trinese si è conclusa a Palazzo Paleologo, conosciuto anche come il “Castello”. Perché “paleologo”? Perché si riferisce alla fase “paleologa” della dominazione dei marchesi del Monferrato sull’area. Cioè la fase nata con l’imperatore bizantino Andronico II Paleologo e il suo secondogenito Teodoro, che ereditò il marchesato di Monferrato.

Palazzo Paleologo, meta delle giornate del FAI
Palazzo Paleologo, il “Castello” di Trino Vercellese. Foto: FAI

Correva l’anno 1306 e circa 130 anni più tardi, la dinastia “paleologa” vide il suo tramonto. Qui, i visitatori, hanno potuto ammirare alcuni arredi e beni mobili appartenuti alla chiesa abbaziale di Lucedio.Tra questi il coperchio della fonte battesimale, alcuni candelieri, il tabernacolo, la statua lignea della madonna del Rosario.

Anche Varallo è stata coinvolta nelle Giornate FAI d’autunno

Non solo Vercelli e Trino, ma anche Varallo ha contribuito a questo weekend di cultura. I giovani del FAI hanno accompagnato i visitatori in un itinerario all’interno delle più belle ville ottocentesche del comune che sorge sulle sponde della Sesia. Le ville interessate: Villa Durio, sede dell’amministrazione comunale; all’interno del parco era ospitata una mostra di più di quattrocento varietà di zucche provenienti da tutto il mondo. Non solo: gli artigiani hanno esposto le loro creazioni realizzate con le zucche. E i produttori enogastronomici hanno potuto mostrare i loro prodotti tipici, sempre a base di zucca.

Villa Durio adornate di bandiere nella facciata principale
Villa Durio a Varallo. Foto: Musica a Villa Durio

Villa Virginia, esempio dell’utilizzo del finto marmo di Rima, tecnica ornamentale valsesiana che ebbe grande successo. Villa Barbara, in stile eclettico e caratterizzata nel prospetto dalla suddivisione in tre parti con un loggiato centrale che occupa l’intera altezza dell’edificio. Per le Giornate FAI d’Autunno, queste ville hanno ospitato anche alcune mostre e laboratori.

Stefania Filice

Autore: Stefania Filice

Laureanda in lingue e letterature straniere moderne. Appassionata di libri, scrittura, fotografia e videomaking. Qualsiasi cosa abbia a che fare con la creazione di una storia, l’immaginario e la fantasia.
Giornate FAI nel vercellese: una passeggiata nel passato ultima modifica: 2019-10-15T08:41:01+02:00 da Stefania Filice

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