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PERSONAGGI STORIA

Giovanni Antonio Bazzi, il pittore matto di Vercelli

Bazzi Autoritratti

Giovanni Antonio Bazzi nasce a Vercelli nel 1477. Figlio di Giacomo e Angela de Pergamo, venne soprannominato il Sodoma o il Mattaccio. Nonostante le sue origini piemontesi, lavorerà per quasi tutta la sua carriera artistica tra Siena e Roma. Inizia a studiare pittura nella bottega di Martino de Spanzotis, artista del Monferrato, per sette lunghi anni. Terminato il periodo di apprendistato, si trasferisce a Milano e successivamente a Siena, dove si stabilisce definitivamente.

Giovanni Antonio Bazzi: un artista folle

Il Bazzi era una persona spiritosa, allegra e che amava la vita. Non a caso, il manierista Giorgio Vasari, lo ricorda con il sorriso nonostante abbia dimostrato in più occasioni di essere un po’ folle. La sua pittura subì molto l’influenza di Leonardo Da Vinci e di Raffaello.

Giovanni antonio bazzi e Raffaello
Raffaello Sanzio – Foto Wikipedia

Si racconta che l’artista amasse ogni genere di animale tanto da aver ospitato nella sua casa molti animali strani: scoiattoli, tassi, scimmie, asini nani, cavalli piccoli dell’Elba, galline nane e altri ancora. Inoltre amava vestirsi con ampie giacche in stoffa ricercata, tessute in fili d’oro e d’argento. Adorava anche portare i capelli decorati ed indossare, con disinvoltura, collane o altri vistosi oggetti di lusso.

Bazzi il Sodoma o il Mattaccio

A Bazzi vennero dati diversi soprannomi. Infatti venne chiamato il Sodoma e il Mattaccio per via del suo modo di vivere: amava le donne e amava divertirsi. Riguardo ai suoi due soprannomi però, è opportuno ricordare un paio di episodi buffi. Un giorno Bazzi decise di portare un suo cavallo a gareggiare al palio di San Barnaba a Firenze. Vinse il suo cavallo. Un gruppo di ragazzi chiese al pittore quale fosse il nome del cavallo perché, come da tradizione, avrebbero dovuto gridarlo correndo per le vie della città. Il Bazzi, con spiritosaggine, gli disse che si chiamava Sodoma. Così i ragazzini iniziarono a correre gridando Sodoma per tutta Firenze.

Giovanni antonio bazzi e un suo Quadro
Sodoma – Foto Wikipedia

So ‘doma era una parola che usava per incoraggiare i suoi pigri allievi senesi. Voleva dire: su andiamo, svegliatevi! Ma, per questo modo di dire ha rischiato addirittura di essere lapidato. Il nome Mattaccio invece, nasce tra il 1505 e il 1506, quando lavorava al monastero di Monte Oliveto di Chiusuri. Il Bazzi chiese di non essere disturbato durante il suo lavoro e si chiuse in una stanza insieme ai monaci che lo assecondarono. Alla fine del lavoro le pareti di tutta la stanza raffiguravano donne nude danzanti e i monaci andarono su tutte le furie. Dopo essersi divertito, il Bazzi li rassicurò e si mise a disegnare i vestiti sui corpi delle donne. L’affresco finale piacque ai monaci ma valse al pittore di Vercelli il nuovo soprannome: Mattaccio.

L’arte cinquecentesca del Bazzi

Tornando alla sua carriera artistica, l’opera più importante e conosciuta si trova all’interno di Villa Farnesina a Roma, dipinta su commissione del ricco banchiere Agostino Chigi. Le Nozze di Alessandro e Rossane, fa parte di un ciclo di opere dedicato al banchiere senese avente come oggetto scene di vita di Alessandro Magno. Dal 1503 al 1504 dipinge diversi pannelli di affreschi nel convento di Sant’ Anna in Camprena, tra cui “Miracolo dei pani e dei pesci” e “Scene della vita di S. Anna”. Successivamente lavora su una serie di affreschi raffiguranti le scene della vita di San Benedetto.

Nozze Alessandro Roxane di giovanni antonio bazzi
Le nozze di Alessandro e Rossane – Foto Wikipedia

Su commissione di Agostino Chigi, nel 1508 il Bazzi si reca a Roma dove lavora per Papa Giulio II nella stanza della Segnatura in Vaticano, al cui soffitto aveva lavorato anche Raffaello. Si sposa nel 1510 con Beatrice Galli a Siena, dal quale avrà la figlia Faustina futura sposa de Il Riccio. Nello stesso anno dipinge ancora per la famiglia Chigi, fino ad arrivare al più importante dipinto sui muri della Villa Chigi. Durante la carriera, Bazzi dipinge molti affreschi di San Domenico a Siena tra cui “L’ Estasi di Santa Caterina da Siena” e “L’esecuzione di Nicolò di Tuldo”. Questi due vengono considerati tra i migliori lavori del Mattaccio. Nello stesso anno dipinge anche le pareti del Palazzo Comunale di Siena.

Gli ultimi lavori di Giovanni Antonio Bazzi

Il Bazzi è considerato uno degli artisti più importanti a Siena anche grazie alla capacità di rappresentare la bellezza e la sensualità, oltre che un’esagerata emotività che anticipa il barocco. Il Mattaccio continuerà a dipingere fino alla sua morte ma i suoi ultimi lavori sono considerati insignificanti.

panorama di Siena
Veduta di Siena – Foto Wikipedia

La sua arte avrà un certo peso sulla formazione di un’altro pittore importantissimo di Siena, Domenico Beccafumi. Bazzi muore a Siena il 15 febbraio 1549. Dispiace che i tanti racconti si soffermino più sul Bazzi uomo che sulla sua arte, straordinariamente bella, che meriterebbe molto più studio e attenzione.

(Immagine di copertina Giovanni Antonio Bazzi – Foto Wikipedia)

Giovanni Antonio Bazzi, il pittore matto di Vercelli ultima modifica: 2020-03-31T08:05:40+02:00 da Andrea Bellini
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