ARTE EVENTI

Letterature Urbane: la fotografia si unisce al volontariato

Letterature Urbane 5.0

A Vercelli è in esposizione la mostra Letterature Urbane 5.0. Giunta alla sua quinta edizione, è una mostra internazionale di fotografia a beneficio della Fondazione AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro). Inaugurata il 12 aprile, terminerà il 5 maggio. Sarà anche il giorno in cui avverrà il “saccheggio”: chiunque potrà portarsi via tre opere di suo gradimento. In cambio, se vuole, può fare un’offerta , nella misura che preferisce. Le opere sono comunque acquistabili ad ogni visita. Antonio Buonocore e Chiara Mazzeri ci raccontano di Letterature Urbane.

Letterature Urbane ha una finalità precisa

«Questo progetto ha una finalità ben precisa», esordisce Antonio Buonocore – organizzatore e nome fondamentale del volontariato vercellese, «quella di raccogliere fondi da destinare all’AIRC. Sono cinque anni che va avanti, a Vercelli e anche in altre zone circostanti. Siamo stati a Vigevano, a Santhià, sempre con la stessa finalità. I risultati sono positivi: nel corso degli anni abbiamo raccolto decine di migliaia di euro. Siamo tra i pochissimi ad avere il marchio dell’AIRC. Ad essere riconosciuti dall’AIRC come soggetto attivo e con risultati positivi al punto tale che il due maggio, quando assegneremo il Premio Letterature Urbane a Fiorenzo Rosso, sarà presente la responsabile regionale dell’AIRC alla galleria Casa d’Arte ViaDeiMercati. Qui, sempre come filiazione di Letterature Urbane, ci sarà la personale di Fiorenzo Rosso».

L'organizzatore di Letterature Urbane, Antonio Buonocore

Letterature Urbane: Antonio Buonocore, organizzatore e nome importante del volontariato. Foto: Stefania Filice

Il digitale è fondamentale e facilita la relazione

«La scelta degli artisti e delle opere da esporre avviene in rete. Il digitale permette un abbattimento enorme dei costi e facilita la relazione», ci spiega il signor Buonocore. «Se si chiede l’invio di fotografie fisiche diventa molto più complicato. Anche perché questi fotografi donano la loro opera. Se, oltre alla donazione, ci sono degli oneri la cosa si complica. Con il digitale, i file vengono inviati e la stampa è a carico nostro. I costi organizzativi sono coperti da contributi istituzionali, di modo che tutte le donazioni raccolte nel corso della mostra vengano devolute all’AIRC. Tutte, nemmeno un euro in meno. Chi dona sa che l’intera cifra donata verrà devoluta nella sua interezza all’AIRC». La donazione è un punto delicato che è giusto rendere chiaro, Antonio Buonocore ha tenuto infatti sottolinearlo prima di spiegarci come avviene la selezione delle opere.

Scorcio di Letterature Urbane. Foto: Stefania Filice

Dalla scelta all’inaugurazione

«La scelta avviene guardando e frequentando i siti di artisti e fotografi. Poi entrano in gioco un po’ il mestiere, un po’ le conoscenze, ma soprattutto l’esperienza. Molti me li segnala Chiara Mazzeri, che è il nostro scout. Successivamente c’è la fase operativa: devo cercare i contributi per la copertura dei costi, la location… E poi c’è la stampa di cui mi occupo io e l’allestimento di cui si occupa Chiara. Ci sono persone, amici che ci aiutano. È tutto a livello di volontariato. Poi c’è la costruzione del programma, si collega ai rapporti interpersonali che ci sono stati. Avendo fatto un certo mestiere, per me è molto più semplice relazionarmi con artisti, musicisti e attori. E poi arriviamo al dunque: apriamo il cancello e speriamo che veniate» conclude con un sorriso contento Antonio Buonocore.

Letterature Urbane: alcune delle foto selezionate. Foto: Stefania Filice

L’omaggio di Chiara Mazzeri alle vittime del Ponte Morandi

Chiara Mazzeri, che ha allestito la mostra, ci parla del suo progetto fotografico esposto a Letterature Urbane. «È un omaggio alle vittime del Ponte Morandi. Una notte di mesi e mesi prima, una notte di luna piena, passavo in macchina sul ponte. La luna piena, attraverso i piloni e gli stralli, passava e segnava il mio percorso. Quindi cambiava insieme a me, insieme alla mia posizione, insieme alla posizione dei piloni e degli stralli. Ed era sempre una cosa diversa, quindi viva. Questo è la fotografia: non sei mai statico, c’è sempre un’interazione con l’immagine ed è fondamentale, dal punto di vista teorico, per le mie fotografie. Io non presento foto statiche perché ho bisogno di uno spettatore. Che siano in movimento o con fotogrammi statici, lo spettatore le muove. Sono l’emozione e l’intelletto dello spettatore a muoverle».

Letterature Urbane: fotografie di Chiara Mazzeri. Foto: Stefania Filice

«Quando sono stata chiamata a presentare proprio questo progetto dall’organizzatore, ho scritto una poesia. È esposta accanto al progetto di quattro foto. Significa che non ho bisogno di nient’altro che di un suono per chiudere il progetto. Oppure io non ho bisogno di niente. E la perdita di sostanza rappresentata da questo crollo, la perdita umana, è il corrispondente del lasciar andare le cose. Però, per chiudere il progetto fotografico, ho bisogno di un suono e me lo sono fatta suonare da Giuliano Palmieri. Ha campionato le voci delle persone nei giorni appena successivi al crollo, sotto al ponte. Poi ha campionato suoni di vento, crolli e foreste. Con dei sensori attaccati al muro sotto alle mie foto, la gente che all’inaugurazione passava, faceva suonare le mie fotografie. È qua che il mio progetto è finito. È stato lasciato andare».

A Letterature Urbane anche poesie e didascalie

Letterature Urbane: poesia di Chiara Mazzeri. Foto: Stefania Filice

Ad ogni edizione di Letterature Urbane c’è un nuovo progetto

«Ad ogni mostra che faccio, una volta esposto per me il progetto è proprio finito. Adesso sto lavorando su altre cose. Ho fatto un concorso dove sono stata selezionata insieme ad altri artisti per l’Associazione Circuiti Dinamici e voglio un supporto che si autodistrugga. Questo rientra veramente nel mio discorso fotografico. Non m’importa che la fotografia sopravviva, per me non è neanche fissare il tempo. Il tempo è qualcosa di diverso. In un mondo così esuberante di cose e di oggetti voglio che si distrugga». Vedremo nuovamente collaborare Chiara Mazzeri e Antonio Buonocore in altri progetti: «È una persona con cui faccio dei progetti, abbiamo già esposto insieme, adesso mi ha chiesto delle fotografie per fare altre cose. Abbiamo lavorato insieme più volte. Mi trovo molto bene. Lui è un razionale, io sono più istintiva».

Chiara Mazzeri posa davanti al suo progetto per Letterature Urbane

Letterature Urbane: Chiara Mazzeri e il suo omaggio alle vittime del Ponte Morandi. Foto: Stefania Filice

«Il tema di Letterature Urbane ha sempre come protagonista la città. Adesso si chiama Unusual City e le prossime edizioni avranno altri titoli, però è sempre riferito alla città. Deriva dalla pagina Facebook “Letterature Urbane”, in cui gli artisti postano qualcosa di urbano con una didascalia. Prediligiamo, in fase di esposizione più che sulla pagina, chi ha un progetto, un’idea. La fotografia per noi e, soprattutto, per l’organizzatore non è la bella fotografia da circolo fotografico, altrimenti avremmo intrapreso, noi stessi per primi, un’altra direzione».

Opere esposte a Letterature Urbane

Letterature Urbane: alcune opere esposte. Foto: Stefania Filice

Lo spazio espositivo è fondamentale

La signora Mazzeri ci ha offerto una spiegazione veramente fondamentale sul ruolo svolto dallo spazio espositivo. Per questa edizione di Letterature Urbane, la mostra fotografica è ospitata al Padiglione EX18. Gli anni precedenti, invece, si trovava all’ARCA. «Abbiamo sempre sedi espositive davvero valide. Da due anni eravamo in ARCA, adesso abbiamo individuato questa posizione. Ogni volta, a seconda delle condizioni delle sale, faccio l’allestimento. In ARCA gli ambienti erano molto più asettici, avevo attaccato le fotografie a dei pannelli di alluminio e tra la fotografia e il pannello avevo inserito delle veline. Queste avevano un andamento irregolare, a seconda delle linee della fotografia. In ogni fotografia individuavo una linea e lavoravo seguendola». Per lo spazio fornito al Padiglione EX18 la situazione, invece, è diversa.

Una delle sale espositive di Letterature Urbane

Letterature Urbane: si notano i colori delle pareti scrostate e le veline. Foto: Stefania Filice

«In queste sale non ho avuto bisogno di fare granché», ci dice la fotografa Chiara Mazzeri, «perché lo spazio era molto facile da allestire. È una struttura che ha delle pareti abbastanza scrostate, con tinte ocra, ruggine e bianche. A volte la luce le rende anche un po’ rosate. Non sono uniformi e sui pannelli si può inchiodare. Quindi ho inchiodato una velina a strato unico e poi ho creato dei passepartout per inserire le foto, con un doppio e triplo velo. C’è abbastanza movimento sia nella consistenza che nella visione e interazione con le foto. Tutte quante hanno la stessa impronta e la fotografia non è come se fosse sistemata sotto vetro, ma rimane con un certo rilievo tridimensionale dal muro».

Letterature Urbane: una delle sale. Foto: Stefania Filice

A Letterature urbane artisti vercellesi, ma anche internazionali

Letterature Urbane ha visto la partecipazione di numerosi artisti. Dal già citato Giuliano Palmieri, che ha sonorizzato le sale espositive durante la giornata inaugurale, ad alcune scuole di danza della città di Vercelli. Le ballerine si sono esibite, durante l’inaugurazione, in un delizioso spettacolo. Tanti sono anche i nomi dei fotografi che, come ci fa sapere Chiara Mazzeri nel corso della nostra chiacchierata, sono di fama internazionale. «Nel corso degli anni abbiamo contattato artisti sempre più validi, da tutto il mondo. È una mostra internazionale. Abbiamo artisti che fanno anche altre esposizioni oltre a questa. In questa, i loro file sono donati per la mostra che viene fatta esclusivamente per AIRC. Il nostro obiettivo è quello di finanziare la ricerca. AIRC individua dei progetti validi, poi ne punta alcuni e li finanzia stando alle loro possibilità. Siamo tutti molto grati ad AIRC».

Foto esposte a Letterature Urbane

Scorcio di Letterature Urbane. Foto: Stefania Filice

Anche la chiusura della mostra vedrà un ospite d’eccezione. Il 5 maggio infatti sarà presente Alessio Bertallot (Aosta, 1962), musicista, conduttore radiofonico e dj italiano. È famoso e noto anche per la sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 1992, come voce degli Aeroplanitaliani e per aver vinto il Premio della Critica. Negli anni ha lavorato anche come solista e con altri artisti come, ad esempio, Luca Carboni. Non solo radio – Radio 105, Radio Svizzera Italiana, Radio DJ – ma anche televisione: MTV, All Music e Sky Arte. Un appuntamento da non perdere, a conclusione di una mostra davvero bella e curata nei minimi dettagli con dedizione, passione e professionalità.

Stefania Filice

Autore: Stefania Filice

Laureanda in lingue e letterature straniere moderne.
Appassionata di libri, scrittura, fotografia e videomaking.
Qualsiasi cosa abbia a che fare con la creazione di una storia, l’immaginario e la fantasia.

Letterature Urbane: la fotografia si unisce al volontariato ultima modifica: 2019-05-02T14:48:34+02:00 da Stefania Filice

Commenti

To Top