ARTE STORIA

Ex Ospedale Maggiore Sant’Andrea: la rinascita di Vercelli

Ex ospedale, ora Pisu - Foto Rodolfo Viazzo

Quello che i vercellesi chiamavano parcheggione, vista la grande area per posteggiare automobili, in realtà porta con se una storia molto affascinante. Prima dei lavori di restauro si poteva osservare un grande edificio, abbandonato a se stesso dagli anni 60, che percorreva buona parte del perimetro di questa grande area. Fino alla Seconda Guerra Mondiale, sul medesimo luogo, era presente l’Ospedale Maggiore S. Andrea, un luogo di accoglienza per le fasce di popolazione più deboli (foto di Rodolfo Viazzo).

Ex Ospedale Maggiore Sant’Andrea: la storia

L’Ospedale di Sant’Andrea fu fondato nel 1224 per volere del Cardinale Guala Bicchieri. Egli fece costruire a pochi passi anche la Basilica che porta lo stesso nome e la gestione dell’ospedale era dei Vittorini. Nasce come luogo di accoglienza con lo scopo di aiutare il prossimo. Le persone più povere, viandanti e pellegrini vi trovarono rifugio. Dalla seconda metà del quattrocento, la gestione dell’ospedale passò nelle mani degli Abati Commendatari che se ne occuparono fino al 1555.

Fonte: lagazzetta.info

Con il passare degli anni nonostante la struttura mantenne il suo principio fondamentale di aiutare il prossimo diventò una casa di cura dove gli ammalati venivano assistiti da medici, infermieri, chirurghi e speziali. Dal 1555 la gestione dell’ospedale venne assegnata ad amministratori scelti dal sovrano, dalla città e dal vescovo di Vercelli. In quel periodo esistevano già altri ospedali e case di cure ma il S.Andrea le inglobò tutte prendendo il nome di Ospedale Maggiore.

Ex Ospedale: progetto di recupero, abbandono e  restauro

L’ospedale cominciò ad essere abbandonato dopo la Seconda Guerra Mondiale fino a raggiungere il completo abbandono negli anni ’60. Nel 2011 vengono avviati i lavori di restauro per ridar vita a un’area importante per il centro storico, a pochi metri dallo spazio espositivo Arca, dalla basilica di Sant’Andrea, dall’Università del Piemonte orientale e dalla stazione. Grazie al progetto PISU si è potuto ridare vita all’area e, come nel ‘200, si è mantenuta una funzione d’interesse comunitario restaurando le parti risparmiate dagli abbattimenti destinate poi a funzioni civiche e universitare. La particolarità di questo grande lavoro è che si sono mantenute le tracce delle demolizioni che testimoniano un passato indispensabile.

Progetto recupero ex Ospedale Maggiore S. Andrea. Sezioni – Foto di Annalisa Borgognoni

 

Progetto recupero ex Ospedale Maggiore S. Andrea. Vista del chiostro – Foto di Annalisa Borgognoni

Il restauro

La restaurazione dell’ex Ospedale Maggiore S. Andrea e la costruzione della piazza pesano 13 milioni, distribuiti in quattro lotti, al primo bilancio. In sostituzione dello storico parcheggione ora c’è una piazza di 20.000 mq. Si sono anche recuperati gli spazi della manica delle donne e dell’edificio dell’ex Farmacia per uso transitorio e a ludoteca. È stato inoltre restaurato l’ex monastero di San Pietro Martire, le vecchie camere mortuarie, il cui spazio è stato destinato a laboratori per micro imprese artigianali, servizi alle imprese e alla persona. Stessa sorte anche per  il padiglione ex 118 destinato poi a vetrina e sede di attività volte alla commercializzazione delle eccellenze gastronomiche locali. A pochi passi dall’ex Ospedale Maggiore S. Andrea è stato recuperato anche l’ex macello di Via Laviny, in cui associazioni ed emporio solidale occupano quegli spazi.

Nonostante alcune zone siano ancora vuote, il lavoro degli addetti è stato fantastico. Il vecchio e fatiscente edificio non esiste più: l’area è stata rinnovata a partire dalla sede dell’Università del Piemonte Orientale. Le tracce del passato volutamente mantenute ricordano l’affascinante storia dell’ex Ospedale Maggiore S. Andrea ed anche l’architettura, con scalinate, portici, vetrate, colonne e capitelli, dà un tocco di classe all’intero complesso.

Progetto recupero ex Ospedale Maggiore S. Andrea. Pianta del progetto – Foto di Annalisa Borgognoni

Un balzo al Dugentesco e alla Basilica di Sant’Andrea

È importante citare, quando si parla dell’ex ospedale Maggiore, la Basilica con il medesimo nome e il Dugentesco. Non hanno a che fare con il grande lavoro di restauro dell’ex ospedale ma per la sua storia sono due luoghi da non dimenticare.

Il Salone Dugentesco - Foto Comune di Vercelli

Il Salone Dugentesco – Foto Comune di Vercelli

Il Dugentesco, il cui nome fa riferimento al XIII secolo di edificazione dell’edificio, è parte dell’ex Ospedale Maggiore S. Andrea, anch’esso edificato nei primi anni del 1200 per volere di Guala Bicchieri, con lo scopo di accogliere pellegrini e viandanti che transitavano dalla via Francigena. L’interno è di una bellezza straordinaria dovuta a bellissimi affreschi e colonne in pietra ed è aperto al pubblico solo in occasione di particolari mostre ed eventi culturali. Sorge a pochi passi dalla Basilica di S.Andrea che, insieme al Duomo, è la più importante della città.

Ex Ospedale Maggiore Sant’Andrea: la rinascita di Vercelli ultima modifica: 2018-12-22T12:25:57+00:00 da Andrea Bellini

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