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Sòma d’aj, la merenda con cui crescevano i bambini piemontesi

La sòma d'aj

La sòma d’aj è uno dei profumi dell’infanzia. È la merenda che le nonne ci preparavano, è quel conforto che spezzava la fame prima di cena, qualcosa di cui i piemontesi godevano durante la vendemmia. Un rito poetico ormai perduto, in alcune parti tramutato, che regala occhi lucidi e groppi in gola quando lo si ricorda. E nel momento più buio che l’Italia sta affrontando, perché non trovare conforto in qualcosa che ci faceva star bene e che ci accompagnava da bambini? Siamo costretti in casa dal Covid-19, invece di mangiare solo merendine, riscopriamo i sapori di una volta!

La sòma d’aj ci ha accompagnato durante l’infanzia

L’infanzia del bambino piemontese è piena di tanti ricordi e di tante abitudini che, ai giorni d’oggi, purtroppo si sono sempre più perse. Una di queste era la sòma d’aj, la merenda che ci preparavano le nostre mamme e le nostre nonne, prima che le nostre dispense straripassero di merendine di ogni tipo.

La sua particolarità risiede già nel nome in dialetto: sòma d’aj. Cosa sta a significare? “Sòma”, in piemontese, significa “carico”, il carico che si metteva in groppa ad un animale, e “aj” significa “aglio”. Perciò: “carico d’aglio”. Si tratta infatti di una leccornia formata da pane o fette di pane, aglio e olio. Può sembrare la bruschetta, ma in realtà non lo è!

Si usava una grisia o una biova, un pane di circa duecento-duecentocinquanta grammi, soffice all’interno e dalla crosta croccante e molto rugosa, che veniva cotto nel forno a legna. Si utilizzava, proprio per questo motivo, soltanto la parte superiore che si strofinava con uno spicchio d’aglio precedentemente intinto nell’olio. Nei secoli scorsi si utilizzava l’olio di noci, perché quello di oliva, in Piemonte, è arrivato nel Novecento.

Golose varianti e preparazione

Era solito accompagnare la sòma d’aj un grappolo di uva Barbera, ancor meglio se appena colto. Una variante consiste nel tagliare due fette di pane dalla biova e usarle per comporre un panino imbottito con qualche fetta succosa di un pomodoro maturo. A seconda delle zone del Piemonte, questa merenda gustosa e dal forte sapore d’aglio, viene rinforzata con qualche fetta di lardo. È una variante del Monferrato, del Canavese e del Biellese.

Come prepararla? Niente di più semplice! Versate in un piatto un po’ d’olio d’oliva, nel quale dovete intingere lo spicchio d’aglio appena tagliato. Fate attenzione, perché dovete metterlo nell’olio dalla parte del taglio. Procuratevi una biova o una pagnotta che abbia una bella crosta croccante e ruvida e strusciateci sopra l’aglio che avete lasciato per qualche istante nell’olio. Dopodiché tagliate in due parti la pagnotta. Passate i due pezzi ottenuti nell’olio che avete precedentemente utilizzato, dalla parte della mollica. Potete aggiungere sale a piacere e consumare il pane così. Oppure farvi un panino con il pomodoro o con il lardo. Ed ecco che potete gustare la nostra sòma d’aj!

(Immagine in evidenza di pixel1)

Sòma d’aj, la merenda con cui crescevano i bambini piemontesi ultima modifica: 2020-03-17T07:18:03+01:00 da Stefania Filice
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