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Sebastiano Garofalo, l’uomo che ha reso famosi i Crì-Crì

Cioccolatini Piemontesi Crì Crì

In questi giorni il Piemonte ha dovuto dire addio a un suo personaggio importante: Sebastiano Garofalo. Una figura indimenticabile per la gastronomia dolciaria della nostra regione. Fu colui che ridiede nuova vita ad uno dei dolcetti simbolo non solo di Torino, ma del Piemonte intero. Il signor Garofalo era, infatti, l’uomo che ha riportato in auge i famosi e buonissimi Crì-Crì.

Una dolce leggenda

In tutte le cose simboliche ed importanti per un territorio, c’è una leggenda dietro. Non fa eccezione il cioccolatino Crì-Crì torinese. Si narra, infatti, che dietro alla scelta del nome così originale ci siano due innamorati torinesi, una commessa e il proprietario di una pasticceria. Siamo a Torino, alla fine dell’Ottocento. Uno studente è innamorato di una ragazza che lavora come cucitrice e la chiama affettuosamente con il diminutivo “Crì”.

Sebastiano Garofalo, torinese
Torino. Foto Pixabay

Per omaggiarla è solito comprarle dei particolari cioccolatini: una nocciola tostata, avvolta nel cioccolato e il tutto ricoperto di zuccherini rotondi. Si reca così tante volte in una pasticceria della zona che diventa cliente abituale. La commessa che lo serve ormai è a conoscenza dell’amore che il ragazzo nutre per la sua “Crì” e sa che i cioccolatini sono un dono per lei. Così, ogni volta che vede il giovanotto, gli chiede “Crì?”. Il ragazzo risponde con un semplice “Crì” e un sorriso affettuoso. Il proprietario della pasticceria, dopo aver assistito così tante volte a questo semplice scambio, decide di chiamare la pralina “Crì-Crì”.

Crì – Crì, nati da un’idea di Giuseppe Morè e poi resi famosi da Sebastiano Garofalo

I “Crì-Crì” nacquero nel 1886 a Torre Pelice, da un’idea del confettiere Giuseppe Morè. Venne, in seguito, prodotto per svariati anni dal laboratorio Icaf di Torino. Purtroppo, però, l’interesse per questa gustosa e particolare pralina scemò. Si smise piano piano di produrla, facendola cadere nel dimenticatoio. Fino all’arrivo di Sebastiano Garofalo, che decise di riprendere in mano la ricetta del cioccolatino.

E parrebbe che dietro a questo suo interesse per il “Crì-Crì”, ci sia, come nella leggenda, un amore: quello per sua moglie Maria. Il signor Garofalo voleva creare un dolcetto speciale per il suo matrimonio con la signora Maria. Un qualcosa che fosse simbolico e speciale per loro e per quel giorno così importante. Durante le sue ricerche, scoprì che il laboratorio Icaf ne produceva un tipo particolare.

Sebastiano Garofalo ne rimase colpito, trovandolo talmente peculiare ed innovativo che decise di investire nella produzione di questa pralina che era caduta lentamente nell’oblio. Grazie all’investimento del signor Garofalo e al suo interesse per il “cioccolatino vestito da caramella”, che chiamò “Crì-Crì”, le praline ritornarono sulla scena dolciaria piemontese, per la gioia dei piemontesi e di tutti i golosi.

(Foto in evidenza: Rollopack [CC BY-SA])

Sebastiano Garofalo, l’uomo che ha reso famosi i Crì-Crì ultima modifica: 2020-02-07T07:35:13+01:00 da Stefania Filice
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