CIBO TRADIZIONI

La Pasqua nel vercellese tra tradizioni religiose e culinarie

La Pasqua è in arrivo e porta con sé le tradizioni che, nel vercellese, continuano ad essere molto sentite. Non solo nella provincia, ma anche nella città. Uno degli eventi pasquali che caratterizza la città di Vercelli è «La Processione delle Macchine», che ogni anno anima le vie del centro storico durante la serata del Venerdì Santo. Ma quali sono gli eventi che, invece, caratterizzano la nostra provincia? Ce ne sono, sono belli e suggestivi e, ad alcuni, anche sconosciuti! E sconosciute sono, probabilmente, anche alcune pietanze che, soprattutto in passato, caratterizzavano la Pasqua. Buona lettura!

La Processione delle Sette Marie

Origini sconosciute. Purtroppo le origini di questa Processione sono sconosciute. Si possono solo azzardare delle ipotesi in base a varie ricerche e confronti con tradizioni e processioni che avvengono nella zona e nelle province limitrofe. Infatti sono state prese a confronto le province piemontesi e quelle limitrofe lombarde e ne è venuto fuori qualcosa di interessante. Si tende a collocare questa particolare tradizione all’interno dei riti paraliturgici della Passione del Signore di ascendenza spagnola. Questo perché i governati iberici erano presenti nel Ducato di Milano, cui anche la Valsesia appartenne fino agli inizi del settecento. Anche in Piemonte, però, ci sono cerimonie che hanno analogie con quella delle Sette Marie di Varallo Sesia. In particolar modo per la presenza di ragazze, per gli abiti che indossano e per il numero.

Un momento della processione delle Sette Marie, Pasqua nel vercellese

Pasqua nel vercellese: la processione delle Sette Marie. Credits: sacromontedivarallo.org

La Processione delle Sette Marie ha luogo durante la Domenica delle Palme. Coinvolge non solo Varallo, ma tutta la Valsesia. È uno dei riti più suggestivi per quanto riguarda la Pasqua festeggiata e commemorata nel vercellese. Le Sette MariePie Donne sono sette ragazze che interpretano: la crocifera, colei che porta la croce, le assistenti che la sostengono e le torciere che l’accompagnano. Le torciere aprono e chiudono il gruppo, che attraversa la città per dirigersi al Sacro Monte. Qui viene celebrata la messa solenne, all’interno della basilica dell’Assunta. Seguono: la crocifera e le due assistenti. Caratteristici sono anche gli abiti, eleganti e austeri. L’abito di foggia spagnoleggiante, è nero, con un lungo strascico, una pettorina bianca sormontata da diversi giri di granate, pietra preziosa diffusa in Valsesia, e un grembiule di lino bianco ornato di pizzi e trine. A completarlo c’è un velo nero, che rappresenta il lutto.

La passione di Cristo al Sacro Monte di Varallo

Pasqua nel vercellese: Sacro Monte di Varallo. Credits: sacromontedivarallo.org

Sempre il Sacro Monte di Varallo è scenario di una manifestazione religiosa molto sentita. Il Sacro Monte di Varallo è il più antico dei sacri monti italiani, fu fondato nel 1491 da Bernardino Caimi e sorge su un’altura rocciosa che domina Varallo a 608 metri d’altezza. Il frate francescano era di ritorno da un viaggio in Palestina che, possiamo supporre, lo aveva particolarmente colpito. Tanto da fargli venir voglia di riprodurre a Varallo quei luoghi e rievocare la vita e la Passione di Cristo. La «Nuova Gerusalemme» sorse nel cuore della Valsesia, a beneficio dei fedeli che non potevano recarsi in Terra Santa. Il complesso è formato da una basilica e da quarantacinque cappelle, ricche di affreschi e ospitanti più di ottocento statue di terracotta colorata. Inoltre, insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte, è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Pasqua nel vercellese: interni Sacro Monte di Varallo

Pasqua nel vercellese: affreschi del Sacro Monte di Varallo. Credits: wikipedia

La passione di Cristo. Consiste in una Via Crucis che parte dalla chiesa del Santo Sepolcro e prosegue accanto alle cappelle della piazza della Fontana. Ogni cappella rappresenta un episodio della vita o della Passione di Gesù. Le suggestive e complesse scenografie sono state realizzate con affreschi e gruppi di statue lignee o di terracotta dipinta, in grandezza naturale e di forte potenza espressiva, del tutto simili a figure umane, con barbe e capelli veri.

Via Crucis - Sacro Monte di Varallo, pasqua nel vercellese

Pasqua nel vercellese: L’incoronazione di spine, Via Crucis – Sacro Monte di Varallo. Credits: Paolo Slavazza

Pasqua nel vercellese: il cibo in tavola

Il cibo, ovviamente, non può mancare. La Pasqua è anche una festa conviviale e qua proponiamo due piatti della tradizione: uno salato e uno dolce.

Un po' di cibo: la frittata rognosa. Pasqua nel vercellese.

Pasqua nel vercellese: la frittata rognosa. Credits: Giallo Zafferano

La frittata rognosa. Terminato il periodo di quaresima, questo diventa uno dei piatti che si gusta nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Diffusa in tutto il Piemonte, prende l’originalità vercellese nell’utilizzo di una materia prima in particolare: il salam d’la duja, già noto per il suo utilizzo nella panissa. Questa frittata è molto semplice e ha pochi ingredienti: uova e salumi. Esiste anche una versione alternativa che prevede, in aggiunta, l’utilizzo di erbe di stagione. Con le varie modifiche, è un tipo di frittata conosciuta in varie parti di Italia, come ad esempio in: Sicilia, Friuli-Venezia Giulia e Calabria.

Tirà di Crescentino, pasqua nel vercellese

Pasqua nel vercellese, il dolce: Tirà di Crescentino. Credits: merendasinoira

Tirà. Sono dolci pasquali di Crescentino. Gli ingredienti: 1 kg di farina, 3 etti e mezzo di zucchero, 3 etti e mezzo di burro, 6 uova – 4 intere e 2 tuorli, la scorza grattugiata di metà arancia, 1 bicchierino di liquore dolce, un pizzico di noce moscata e 2 bustine di lievito vanigliato. Si impasta il tutto fino ad ottenere una frolla. Dall’impasto si ricavano dei filoncini e si suddividono in pagnottine. Per dare ancora di più la loro forma particolare, si devono pizzicare sui due lati come a riprodurre una caramella. Una spolverata di zucchero e poi si infornano a 180° per circa 30 minuti. La storia vuole che i bambini intingano questi dolci nel latte e gli adulti nel vin santo o nel marsala. In passato non si aveva il forno in casa e li si portava nei forni comuni. Approfittando così per fare qualche chiacchiera tra compaesane.

Stefania Filice

Autore: Stefania Filice

Laureanda in lingue e letterature straniere moderne.
Appassionata di libri, scrittura, fotografia e videomaking.
Qualsiasi cosa abbia a che fare con la creazione di una storia, l’immaginario e la fantasia.

La Pasqua nel vercellese tra tradizioni religiose e culinarie ultima modifica: 2019-04-18T18:35:29+02:00 da Stefania Filice

Commenti

To Top