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Guala Bicchieri e la Magna Charta: lo storico viaggio da Hereford a Vercelli

La Magna Charta

Per la prima volta la Magna Charta ha lasciato l’Inghilterra con direzione Vercelli. In occasione degli 800 anni della basilica di Sant’Andrea la città riceve in prestito il documento del 1215 che pose le basi dei diritti del cittadino. Ad essa è legata la figura del cardinale Guala Bicchieri, l’uomo che ha reso possibile la costruzione dei primi edifici gotici in Italia.

Fonte: Festival del Medioevo. Una parte della Magna Charta

Cardinal Guala Bicchieri, l’eccellente diplomatico e mediatore vercellese

Sull’importante figura di Guala Bicchieri (dal latino Bichierius-Bicheri) si hanno tutt’ora poche informazioni. Nacque a Vercelli nel 1150 da una ricca famiglia strettamente legata alla chiesa e imparentata coi Bazani. Il padre fu console del Comune e giudice di Palazzo sotto l’Imperatore Enrico VI, la madre discendeva da nobile famiglia. Lo zio Giovanni, dal 1175 diacono della chiesa di S. Eusebio, fu molto importante per l’educazione del nipote. Ebbe anche un’altro zio, Martino, console di Vercelli. Si crede abbia frequentato lo Studio vercellese o la Schola della canonica di S. Eusebio.

Entra nella comunità canonicale eusebiana il 5 dicembre 1187, come si può desumere da una prova testimoniale resa da Lanfranco di Caresana, per una controversia per il possesso di alcune terre presso Candia Lomellina tra i canonici di S. Eusebio e il Comune di Caresana. Prima di incontrare la morte a Roma non prima del 1227, Guala fondò la basilica di S. Andrea.

Fonte: mentelocale.it. Mezzobusto di Guala Bicchieri

Il periodo di assenza del Bicchieri da Vercelli è stato collocato tra gli anni 1187 e 1193. Un secondo il 1199 e per ultimo il 1203. In quegli anni, Guala soggiornò a Roma mentre rimangono dei dubbi sugli altri posti che abbia frequentato. Dopo aver seguito l’insegnamento del canonico di S. Eusebio magister Cotta, si sarebbe recato a Bologna e Parigi per perfezionare la sua cultura giuridica nonostante fosse di rito per i chierici di quei tempi. Bicchieri avrebbe destinato anche 50 libbre per il suo anniversario alla chiesa e alla Congregazione di S. Caterina di Bologna.

Nel 1205 venne fatto cardinale con il titolo di diacono di S. Maria in Portico Octaviae. Divenne così legato pontificio del nord Italia prima di diventarlo in Francia nel 1208. Tre anni più tardi divenne cardinale prete con il titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti.

Fonte: La Stampa. Il cofano di Guala Bicchieri, cassa in legno decorata con 15 medaglioni in smalto limosino che risale ai primi     anni del XIII secolo.

Fonte: La Stampa. Il particolare della serratura ancora perfettamente funzionante. Un pezzo unico al mondo: anche il Louvre e il Castello di Milano hanno tentato di aggiudicarselo

Guala Bicchieri in Inghilterra da Re Giovanni per la Magna Charta

Nel 1216, Papa Innocenzo III lo nominò legato pontificio d’Inghilterra perché la guerra civile ostacolava i piani pontifici. Arrivò in Inghilterra nel mezzo della prima guerra baronale. I baroni ribelli tentavano di rovesciare Re Giovanni e di esiliare l’arcivescovo di Canterbury Stephen Langton, che aveva lasciato la chiesa inglese senza una guida. Bicchieri si schierò al fianco di Re Giovani contro i baroni che appoggiavano le mire del principe francese Luigi (il futuro Luigi VIII di Francia) al trono d’Inghilterra.

Fonte: Stupor Mundi. La Magna Charta

La sua figura fu determinante per stabilizzare la situazione dopo la fine della guerra e per la stesura della Magna Charta. Guala infatti, oltre a mediare tra i baroni ribelli e il Re, a supervisionare l’elezione del clero, amministrare i possedimenti monastici, partecipò al quarto concilio laterano. Bicchieri torna in Italia nel 1219 dopo la firma del trattato di Lambeth.

Che cos’è la Magna Charta?

La Magna Charta, o Magna Charta Libertatum, è un importante documento scritto in latino che il Re Giovanni d’Inghilterra fu costretto a concedere ai baroni del Regno, suoi feudatari, presso Runnymede, il 15 giugno 1215. Si riconosceva per la prima volta che nessuno era al di sopra della legge, sovrano compreso, e che ognuno avesse diritto a un processo equo.

Fonte: Huffington Post. Re Giovanni d’Inghilterra impegnato nella firma della Magna Charta.

La Magna Charta rappresenta quindi il primo documento ufficiale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini. Ci furono tre versioni: quella del 1215, 1216 e del 1217. Guala Bicchieri, dotato di grandi doti diplomatiche, legato pontificio alla corte inglese e alto prelato vercellese, fu promotore del prima stesura. Pose il sigillo anche sul documento revisionato l’anno successivo e nella riconferma della Carta del 1217.

Gli 800 anni della basilica del S. Andrea, la Magna Charta, Bicchieri: il grande evento di Vercelli

L’antica pergamena proviene dalla cattedrale di Hereford ed è il fulcro della mostra “La Magna Charta – Guala Bicchieri e il suo lascito“, allestita all’Arca di San Marco a Vercelli fino al 9 giugno. L’inaugurazione è avvenuta il 23 marzo alla presenza del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e dell’assessore della Cultura e del Turismo Antonella Parigi.

L’evento rientra nelle celebrazioni degli 800 anni dell’abbazia di Sant’Andrea, simbolo del gotico in Italia e fondata il 19 febbraio 1219 dal cardinale Guala Bicchieri. Quest’ultimo, in quanto legato pontificio, è stato indispensabile per la stesura della Magna Charta a cui permise di aver miglior sorte. La mostra, oltre alla straordinaria pergamena, accoglie altre opere dall’eccezionale valore storico-artistico.

Guala Bicchieri e la Magna Charta: lo storico viaggio da Hereford a Vercelli ultima modifica: 2019-04-01T16:25:57+02:00 da Andrea Bellini

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