INTERVISTE PERSONAGGI

Giorno della Memoria, Treves: “Non puoi ricordare ciò che non conosci”

Foto Andrea Cherchi 1

Martedì 29 gennaio si terrà l’annuale commemorazione organizzata dalla Prefettura per il Giorno della Memoria. Alle ore 12 ci sarà la deposizione della corona di alloro davanti alla lapide dei Deportati della Sinagoga di Vercelli. «Ricordare nell’ambito del Giorno della Memoria non è solo una cosa che deve fare la comunità ebraica, cioè piangere sulle proprie vittime», così ci spiega la Presidente della Comunità ebraica di Vercelli, Rossella Bottini Treves. (Foto in evidenza Andrea Cherchi)

Presidente Rossella Treves Foto Cherchi

Presidente Rossella Bottini Treves – Foto Cherchi

La memoria deve partire dai giovani

«La Comunità ebraica collabora sempre con chi lo richieda e noi a Vercelli lo facciamo ormai da anni. Negli ultimi anni ha preso in mano la situazione la prefettura, soprattutto ho in mente gli ultimi tre prefetti. Questa va a racchiudere tutto, soprattutto le istituzioni scolastiche, il Comune, l’Istituto storico della Resistenza, le varie associazioni d’arma. Specialmente cercando di coinvolgere le scuole. Infatti la Giornata della Memoria avverrà di martedì, perchè bisogna farla con i giovani – continua la presidente Treves – Il mio consiglio è quello di coinvolgere sempre i giovani, per far sì che anche loro facciano delle cose per dargli la possibilità di partecipare attivamente. Il ruolo di una comunità è quello di collaborare e aprire le proprie porte e non di fare noi stessi la commemorazione solo per noi».

Foto Andrea Cherchi

Foto Andrea Cherchi

Bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro

«Non bastano i testimoni, e in effetti ormai non ce n’è quasi più. Le nuove generazioni sono figlie già di una che non ne sa tanto, perchè non ha avuto delle trasmissioni in famiglia, che sono fondamentali. L’unica cosa che posso dire è che all’interno delle scuole bisogna inserire a livello di conoscenza della storia, facendo leggere molto i giovani e coinvolgerli, altrimenti non ci sarà più memoria, perchè non sanno nulla – conclude Rossella Bottini Treves – È inutile parlare di memoria ormai, mi spiace dirlo, perchè memoria vuol dire ricordare. Se non conosci, però, non puoi ricordare. Ci sono giovani che non conoscono assolutamente nulla, pensano sia la preistoria. Quindi la non conoscenza non può determinare memoria. Tramandare dalle famiglie ormai è diventato difficile. L’unica cosa ora è la lettura, la conoscenza, la scuola. Non puoi ricordare ciò che non conosci».

Mario Pollarolo a Gerusalemme

Mario Pollarolo a Gerusalemme (foto Pollarolo)

A Vercelli è rimasto solo un testimone diretto

«A Vercelli è rimasto solo un testimone diretto, Mario Pollarolo, che ora ha 94 anni e vive ad Asigliano. Nato nel 1925 è stato espulso da scuola subito nel ’38, quando frequentava l’istituto Cavour, dove non gli è stato nemmeno consentito di iniziare l’anno scolastico. Da lì un po’ si è nascosto e un po’ ha fatto anche il partigiano» spiega ancora la presidente. Nato da padre cattolico e madre ebrea, Pollarolo seguì la religione materna. Era una delle poche famiglie di estrazione e tradizione operaia, fra quelle ebraiche. Era costituita dal padre Angelo, dalla madre Maria Sacerdote, dalla zia Sellina, sorella della madre. Mario interruppe gli studi dopo il secondo anno delle scuole superiori, poiché subentrate le leggi razziali, non poté più frequentare. Fece l’operaio. Dopo l’8 settembre 1943 prese parte alla lotta di liberazione prestando servizio nella I Divisione Garibaldi. È uno dei pochi testimoni diretti rimasti, l’unico a Vercelli.

Mario Pollarolo (foto Pollarolo)

Mario Pollarolo (foto Pollarolo)

Giorno della Memoria, Treves: “Non puoi ricordare ciò che non conosci” ultima modifica: 2019-01-28T22:39:00+02:00 da Deborah Villarboito

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